Chi più spende, meno spende

Ricetta N. 6

fast fashion
Cinzia Colombo

 

Non so voi ma io ci sono cascata tante volte nello shopping compulsivo!!!

Sono nata negli anni sessanta e a casa mia, mia mamma e mio papà avevano la concezione che se una cosa costava di più sarebbe resistita nel tempo. La frase che mio papà diceva sempre era: “Chi più spende, meno spende”. Ed effettivamente a quel tempo era così ed è andata così fino all’inizio degli anni novanta. 

Dagli anni novanta ad oggi il mercato è cambiato tantissimo e insieme al mercato sono cambiate le nostre abitudini. Nel campo dell’abbigliamento, il fast fashion ha avuto una accelerazione esponenziale e oggi, potete verificarlo anche voi sul web, alcuni colossi dell’abbigliamento sono passati da 2 a più di 50 collezioni all’anno. 

Personalmente avendo vissuto questa trasformazione posso dire che quando la moda è cambiata mi sentivo come in un parco giochi!! Ero abituata ad una moda caratterizzata da un ritmo più lento e soprattutto da prezzi più alti, quindi la grande accessibilità e disponibilità di capi mi portava ad acquistare anche ciò che non mi serviva!

Ad un certo punto però una lampadina si è accesa nella mia mente e davanti agli occhi mi sono passate immagini di montagne di abiti dismessi, montagne che sarebbero diventate rifiuti. La quantità, la varietà e i prezzi bassi hanno sicuramente portato tanti di noi a saturare gli Abituari (l’Abituario, per Abituo, è l’armadio) e a scartare velocemente capi. 

Ho visto quindi il risvolto della medaglia e ho capito che era ora di cambiare abitudini perché mi sono accorta che più acquistavo, più sprecavo, e percepivo di non avere mai nulla da mettere perché in realtà acquistavo alla rinfusa, senza una logica; non avevo uno stile definito, non avevo capi abbinati tra loro e tutte le volte che aprivo il mio Abituario ero a disagio. 

 

A questo punto, facendo riferimento al post di oggi, “Cosa hanno in comune second hand e second skin”? Semplicemente per me hanno in comune il benessere della persona! Ti racconto cosa intendo… 

 

La possibilità che offre il “second hand” a mio avviso è quella di far circolare oggetti, abiti e tanto altro, limitando notevolmente sprechi, rifiuti e accumuli perché se si utilizza al meglio l’occasione offerta dal mercato del second hand quindi si acquistano cose di seconda mano e al tempo stesso si vendono cose che non si usano più, si genera un ricambio molto interessante per l’economia delle proprie tasche e del proprio territorio. E vogliamo parlare dell’aspetto energetico ed emotivo connesso al liberare spazio e al possedere solo ciò di cui si ha realmente bisogno? Insomma... gli effetti positivi sono molteplici!

La conseguenza di questi effetti positivi non può altro che portare a sviluppare una sensibilità elevata nella persona, che a quel punto inizia a cercare solo gli abiti giusti, quelli che vestono come una seconda pelle, quelli che io definisco “second skin”.

Nel tempo sono arrivata a comprendere che per me un abito “giusto” è quello che mi fa sentire bene, non solo per modello, tessuto, colore, ma anche per produzione, impatto sul mercato, equilibrio qualità/prezzo, quindi ad oggi preferisco usare come mia primaria modalità di acquisto il second hand, soprattutto per recuperare tutti quegli anni in cui la mia generazione, me compresa, acquistava senza pensare alle conseguenze!!!

Un capo “second skin” per me rappresenta un benessere molto concreto e si può trovare ovunque: in un atelier come in un mercatino dell’usato, in un banco del baratto o nell’armadio di casa tua che stai leggendo e non hai ancora iniziato a fare decluttering!! 

 

Grazie alla ricerca del benessere che faccio ogni giorno generando un ricambio costante nel mio Abituario posso dire che oggi ho solo i capi giusti, pochi ma buoni e grazie a me questi restano in vita per più stagioni.

Non è semplice però mantenere questa modalità senza farsi distrarre da tutto ciò che il mercato del fast fashion ci propone ogni giorno. 

 

Per questo motivo HO BISOGNO DI scrivere la mia nuova ricetta per mantenere questa mia tendenza sana ed estenderla dal mio Abituario fino a tutta la mia casa!

 

COME intendo mantenere questa abitudine:

  • seleziono tutto quello che ho. In questo modo mi rendo consapevole delle cose che possiedo, di quelle che non mi servono e non vanno bene per me e anche di quello che mi manca
  • cerco canali per scambiare quello che intendo scartare
  • a questo punto posso fare una scelta mirata di quello di cui ho bisogno e diventa molto più facile scegliere le cose giuste per me.

 

Tutto questo vale sia per gli abiti che per gli oggetti che abbiamo in casa. Solo in questo modo anche la nostra casa potrà diventare come una seconda pelle, in grado di farci sentire bene ogni volta che ci torniamo.

 

CHI fa cosa?

Per quanto riguarda gli abiti mi occuperò in autonomia di selezionarli, mentre per gli oggetti me ne occuperò insieme a mio marito perchè è giusto che abbia anche lui la possibilità di decidere cosa scartare o tenere.

Poi mi dedicherò io alla ricerca dei negozi, mercati o eventi dove portare quello che intendiamo eliminare e ci recheremo insieme nei luoghi selezionati così da decidere insieme se c’è qualcosa che vogliamo portarci a casa oppure no.

 

Come per ogni cosa, serve prendere dei buoni ACCORDI! 

In questo caso li prenderò prima di tutto con mio marito in modo da scegliere il momento giusto anche per lui per fare il lavoro di selezione. Ci accorderemo poi per andare nei luoghi dove vendere o barattare le nostre cose.

Gli altri accordi da prendere, non meno importanti, sono quelli con il personale dei mercati e dei negozi. Con loro mi accorderò per valorizzare al meglio ciò che metto in vendita o scambio.

 

E tu, ci proverai? Raccontamelo nei commenti su instagram!

 

A presto,

 

CC

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